Le Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario situato nel cuore del centro storico di Verona, ritorneranno al loro aspetto originale.

Lo prevede un evoluto progetto di restauro grazie al quale, sul recinto dello storico sepolcreto della famiglia degli Scaligeri, saranno collocate quattro perfette copie delle statue che Antonio della Scala, signore di Verona, fece erigere intorno al 1382. Le quattro statue trecentesche, che rappresentano figure allegoriche femminili, furono rimosse dai loro pilastri nell’ormai lontano 1967, a causa dello stato di estremo degrado in cui versavano. Ricollocate nelle collezioni dei Musei Civici e successivamente al Museo di Castelvecchio, e in condizioni irrecuperabili per la loro esposizione all’aperto, non hanno più fatto ritorno nella loro “casa” originale.
Dopo quasi 50 anni, il ripristino dell’architettura totale del mausoleo scaligero diventa realtà. Grazie al progetto promosso dal Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici Gianna Gaudini assieme al conservatore del Museo di Castelvecchio Ettore Napione, di concerto col Comune di Verona e con l’apporto del contributo privato della Louis Vuitton, le statue rimosse saranno sostituite da quattro replicanti in marmo che ricostruiranno la visione d’insieme delle Arche, così come la idearono i della Scala.

arche_scaligere_3La rinascita delle quattro sculture è resa possibile dall’utilizzo delle avanzate tecnologie di “reverse engineering” della UnoCad Art Division di Altavilla Vicentina (VI), a cui è stato affidato il delicato compito di ricreare i perfetti “avatar” delle opere danneggiate.
Le figure femminili ricoverate al Museo di Castelvecchio sono state sottoposte a una scansione in 3D a frange di luce, da cui è stata ricavata l’acquisizione dei rispettivi modelli digitali. Il software matematico risultato dalla scansione, riprogrammato in una macchina utensile specifica per lapidei, permette così di realizzare la perfetta copia di ciascuna statua, esattamente secondo la sua condizione attuale. Dopo l’opera di fresatura computerizzata – attualmente in corso in un laboratorio specializzato di Pove del Grappa, nel Bassanese – le quattro repliche marmoree saranno trasferite nella sede di UnoCad per essere sottoposte agli ultimi ritocchi di rifinitura manuale e di patinatura prima di essere collocate, in data ancora da stabilire, sui capitelli da cui per secoli le statue originali hanno vegliato sui veronesi.
Innovativo nel metodo, il progetto per le Arche Scaligere risponde a un’esigenza, avanzata dalle istituzioni cittadine, che non rappresenta invece una novità.
L’arrivo nel complesso monumentale delle nuove statue “tecnologiche” concretizza infatti quello che, per la città scaligera, è in realtà un progetto molto vecchio. L’intenzione di elaborare delle repliche delle statue, da riposizionare sul recinto delle Arche, risale sin dal 1967, anno del loro trasloco negli spazi chiusi del Museo. Ma per varie vicissitudini, economiche e amministrative, l’operazione è rimasta sempre sulla carta.
Un proposito che finalmente si realizza oggi, grazie ai nuovi orizzonti delle tecnologie in 3D, nel totale rispetto dei criteri storici e filologici e nel nome di una restituzione alla città che, come scrive Ettore Napione, “rappresenterebbe un risarcimento del luogo con la sua storia, ma anche con la storia della sua rappresentazione e del suo immaginario, attestato fin dal tardo medioevo”.

 Alessandro Tich